Viera: “Chiudo la carriera all’Inter”

Squadra che vince non si cambia e, oggi, se vuoi vincere in Italia quale migliore squadra dell’Inter? Sul sito della Gazzetta dello Sport è comparsa l’intervista rilasciata dal francese in cui annuncia di voler continuare a dare una mano alla causa nerazzurra.
Dopo Luis Jimenez (vedi: “Jimenez - Inter: SI!“), ecco un’altra conferma importante. Il centrocampista non ha potuto disputare molte gare quest’anno, saltando o arrivando poco in forma proprio in quelle che capitavano nel periodo clou della stagione. Ma le sue ultime prestazioni, con la ritrovata continuità, hanno mostrato un Viera come ai tempi migliori, con palloni recuperati, assist e pure qualche goal.
Anche il prossimo anno, dunque, il francese sarà dei nostri; per formare quella diga con Cambiasso a centrocampo che nessuna squadra in Italia può permettersi. Quella Linea Maginot che da un’enorme mano alla difesa, che alla fine risulta sempre la migliore del campionato.
Ecco alcuni stralci dell’intervista:
Vieira, che cos’è per lei il derby di Milano?
“Quello di domenica sarà qualcosa di speciale, nulla di paragonabile rispetto agli altri che ho vissuto in passato, Inghilterra compresa. Noi ci giochiamo lo scudetto, loro un posto in Champions. Che atmosfera!”.E’ ancora intenzionato a chiudere la carriera all’Inter?
“Sì, senza dubbi. Qui sto benissimo, in tutti i sensi. E a livello tecnico ci sono le basi per continuare a dominare in campionato. La società può lavorare su fondamenta molto solide, a dirigenti e tecnico tocca il compito di far crescere ulteriormente la squadra, con la consapevolezza però che molto è già stato fatto”.Che momento sta vivendo Ibrahimovic?
“E’ triste, anche arrabbiato perché non può darci una mano. Di fatto, coi suoi gol ci ha trascinati per gran parte della stagione e ora gli dà giustamente fastidio non esserci proprio nel finale. Sono triste per lui, ma Zlatan ha un carattere di ferro e saprà superare un momento tanto delicato”.Vede un’Inter senza Ibra la prossima stagione?
“Non scherziamo, lui è proprio uno degli elementi fondamentali di cui parlavo prima”.Ci racconta il dopo Liverpool?
“Il momento peggiore, ma la risposta che ne è seguita è di quelle che non possono non spaventare la concorrenza”.Cioè?
“Avevamo cerotti ovunque, la Roma a meno quattro punti e prima di un paio di partite anche a meno uno, visto che i giallorossi giocavano spesso in anticipo. Eppure non abbiamo mai perso la testa, battendo la Fiorentina e vincendo su campi difficili come quelli di Bergamo e Torino. Credo che questo finale di campionato sia stata la prova di forza più importante degli ultimi due anni”.Come prese le frasi di Mancini?
“Ci rimasi male, a livello di spogliatoio furono destabilizzanti. Ma nelle 48 ore successive tutto fu chiarito dallo stesso mister. Poi, il gruppo ebbe un ruolo fondamentale nel non permettere che tutto sfuggisse di mano. Non bisogna essere amici per la pelle per far funzionare uno spogliatoio, l’importante è che tutti abbiano sempre lo stesso obiettivo”.C’è un erede di Vieira?
“Mi piace molto Diaby dell’Arsenal, anche se lo fanno giocare più esterno: lui è un centrale fortissimo”.
Da cui si possono estrapolare alcuni punti molto importanti:
- Ibrahimovic non se ne va dall’Inter. Ma questo era quasi scontato. Lui non ha nessunissima intenzione di lasciarci; e se mai la società deciderà di privarsene intascherebbe comunque moltissimi soldi, sicuramente più del triplo della miseria data alla juventus (in rapporto al suo valore, ovviamente);
- L’Inter ha un gruppo straordinario, che è stato capace di uscire ancora più forte da un momento delicato come quello post-Liverpool. Una fase in cui i media, tutti, sparavano bordate ogni giorno per annichilire la corazzata di Mancini. Ma il gruppo è solido, lo spogliatoio è saldamente nelle mani dell’allenatore e dei veterani della squadra. E non è un caso che giovani come Balotelli stiano emergendo così bene.
- Occhio a Diaby!







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