Rutelli e le possibili motivazioni di una sconfitta

Sicuramente ci sono più concause nel ribaltone ottenuto dal recente risultato di Roma, in cui Alemanno supera Rutelli di parecchio partendo dallo svantaggio pre-ballottaggio.
Uno dei motivi può essere l’astensionismo a sinistra. Probabilmente quelli che avevano votato Rutelli al primo turno hanno deciso di astenersi adesso, magari vedendo la schiacciante vittoria del PdL alle politiche. D’altronde se tu voti un partito e la maggior parte del paese un altro un minimo di riflessione è indispensabile.
Altro motivo, utilizzato in maniera pretestuosa dalla sinistra, è la posizione di Alemanno sul problema stupri. Questione strumentalizzata a detta della sinistra. Ma Rutelli, dal canto suo, cosa ha offerto? Solita campagna elettorale vuota, tipica della sinistra, che si poggia su questioni che poco importano ai cittadini piuttosto che concentrarsi sui veri problemi che attanagliano i cittadini (basta vedere la migrazione di massa degli operai dalla sinistra estrema alla Lega).
Rutelli ha fatto perno sull’antifascismo nel giorno della liberazione:
“Nessuna sorpresa, tutto come previsto: l’estrema destra di Storace voterà per Alemanno al ballottaggio per il sindaco di Roma. Alla faccia dei moderati, della comunità ebraica, degli insulti che si sono scambiati nella prima parte della campagna elettorale per ritrovarsi uniti oggi. Alla vigilia della Festa della Liberazione la destra di Berlusconi, della Lega nord e di Alemanno mette in campo il suo capolavoro chiamando a raccolta una destra che di europeo e moderato non ha nulla, fin troppo nostalgica del ventennio fascista, ancora incapace di misurarsi con l’identità repubblicana della città e del Paese.
Non hanno avuto il coraggio di formalizzare alla luce del sole l’accordo con un apparentamento limpido, il patto con Storace era scritto da tempo ma evidentemente Alemanno si è vergognato di un simile alleato che fino a pochissimo tempo fa era suo collega di partito e corrente.
Con questi personaggi e questa storia pensano di governare la Capitale d’Italia, di affrontare i problemi e il futuro di una grande metropoli, le questioni della sicurezza, dei servizi sociali, della scuola, della cultura del ruolo internazionale della nostra città. Priva di autorevolezza e di presentabilità, la destra - che consegna in questi giorni a Roma la gravissima crisi dell’Alitalia - si scopre per quella che è: un’alleanza politica demagogica e inconcludente incapace di dare risposte concrete ai problemi di Roma e del Paese”.
Un attacco Alemanno, quindi, colpevole - per il Ridge Forrester della politica italiana - di aver rinnegato l’apparentamento con i “fascisti di Storace” per potersi muovere, invece, nell’ombra.
“La campagna elettorale della destra romana entra nel vivo: estintori lanciati da moto in corsa contro militanti del Partito democratico e sostenitori di Rutelli, svastiche sui chioschi per Rutelli sindaco. Lo squadrismo nero alla vigilia del voto entra in azione per intimidire e creare il caos. E’ questa la “sicurezza” invocata a pieni polmoni da chi si allea con esponenti dell’estremismo di destra? La credibilità già scarsa di questa destra sprofonda nella violenza dei suoi sostenitori di sempre, il tentativo è quello della provocazione estrema e disperata. “In moto e a volto coperto hanno lanciato un estintore contro un gazebo collocato in zona Talenti. Si tratta di un episodio, l’ennesimo di una serie, che getta una luce inquietante e una forte preoccupazione su quanto possa accadere se questa destra alleata di Alemanno possa trovare nuovi spazi di azione”.
E’ questa la denuncia di Enzo Foschi, consigliere del Pd alla regione Lazio, in merito all’aggressione subita da alcuni militanti del Partito democratico.
“E’ un vero e proprio atto di intimidazione – ha detto ancora Foschi - che si va ad unire ai troppi accaduti in questa campagna elettorale. Così numerosi da far pensare a una mano unica che ha ideato una vera e propria strategia di disturbo mirata a far fare un passo indietro ai sostenitori di Rutelli e Zingaretti”. ”Trovo assolutamente singolare – ha detto ancora il consigliere - che questi episodi si ripetano con le stesse modalità, sembra proprio che ci sia un’unica cabina di regia. Il nostro impegno, in questo prossimo turno di ballottaggio, deve essere ancora più grande affinchè il governo di Roma, non vada nelle mani di questi personaggi”.
Il massimo che Rutelli ha offerto è un attacco alla destra presentando uno scenario da anni ‘30, con i fascisti per strada ad incutere terrore.
Rutelli si accoda, quindi, a personaggi come Bertinotti, Caruso, Ferrando, Diliberto e simili, con il suo fare politica anacronistica e vuota, ignorando le vere problematiche espresse dai cittadini. Cittadini che, però, stupidi non sono e hanno capito chi può governare. Tanto l’Italia quanto Roma. La sinistra è morente e continua a peggiorare.








ma se si accoda a Bertinotti, quindi qui saranno insieme????…poverini…
Bertinotti, alias “politico in Kashmir”, è meglio che non s’accosti proprio nei pressi delle fabbriche. I “sinistri” dovrebbero sedersi attorno ad un tavolo e riflettere sulla lettera spedita a Fabio Mussi da un operaio di Piombino, il quale con somma arguzia sintetizzava la politica della sinistra con “non vi seguo più, ormai vi occupate solo di carcerati, di finocchi e di negri”. Non c’è da sorprendersi, quindi, che gli operai si siano spostati in blocco verso la Lega.
PS. se è tua, complimenti per la vignetta. ;)